LE NOSTRE MANI...CONTRO L'INFLUENZA

Chi non ha mai avuto l’influenza? Sappiamo tutti che cos’è e come avviene il contagio?
C’e modo di evitarlo?
Se ci sforziamo di capire queste poche cose, può darsi che da soli troviamo un rimedio a quel malessere che ogni anno ci costringe a passare giorni a letto.



L’influenza è una infezione contagiosa virale del naso, della gola, dei polmoni, per meglio dire dell’apparato respiratorio, causata dal virus H1n1 appunto detto dell’influenza e provoca brividi, febbre, cefalea, dolori muscolari e debolezza.
Il contagio può avvenire attraverso secrezioni respiratorie, per mezzo di goccioline di saliva quando si tossisce o starnutisce ma anche per via indiretta mediante il contatto delle mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.
Per ridurre la trasmissione del virus è opportuno prendere, come si suol dire, qualche misura come:
• Evitare contatti ravvicinati sia per non contagiare, oltre che per non essere contagiati
• Evitare visite a casa di persone con influenza nella fase iniziale.
• Utilizzate fazzoletti di carta usa e getta
• E’ buona norma d’igiene respiratoria coprire bocca e naso con i fazzoletti quando si starnutisce o si tossisce, sostituendoli frequentemente.
• Soffermarsi il meno possibile in ambienti chiusi

Oltre a queste misure occorre tener presente che dall’inizio della giornata veniamo a contatto con una miriade di occasioni inquinanti senza che ce ne accorgiamo; dalla maniglia dell’auto a quella dell’autobus, dalla porta del bar a quella dell’ufficio, al pulsante dell’ascensore.
Capita anche che quando si mangia al bar o a ristorante per effetto dei tempi ristretti, si trascuri di compiere quel gesto semplice come lavarsi le mani, che costituisce un utilissimo rimedio per ridurre la diffusione del virus. Quindi dedicare maggiore attenzione ad un atto importantissimo per la tutela della nostra salute, eseguendolo con la dovuta accuratezza.



ISTRUZIONI PER L’USO

1. Togliersi orologio, bracciali, e possibilmente anelli.
2. Usare acqua corrente per mezzo minuto. Il movimento di base delle mani non consiste nel loro sfregamento, ma in quello avvolgente, una sull’altra, ripetutamente, lasciando che il getto d’acqua scorra anche sui polsi e fra le dita.
3. Utilizzare sapone neutro, non troppo schiumoso perché toglie le sostanze grasse depositate sulla pelle ed è l’elemento prioritario per una corretta igiene, muovendo le mani per trenta secondi.
4. Risciacquare per altri trenta secondi
5. L’80% delle tossinfezioni alimentari è provocato da una insufficiente igiene delle mani nelle fasi di ristorazione, così come per le infezioni contratte in ambito ospedaliero, le cosiddette infezioni crociate.

CONOSCETE QUESTA ETICHETTA?

Presso l’Ospedale di Rimini ce ne sono centinaia poiché è risultato il migliore nell’implementazione delle strategie per l’igiene delle mani e della messa in campo dell’efficace campagna di sensibilizzazione sul tema.
Questa è la motivazione che sta alla base del conferimento alla struttura dell’Ausl della Romagna del premio “European Hand Hygien Excellence and Innovation Award assegnato nell’ambito del concorso - promosso dal centro collaborativo Oms per la Sicurezza del paziente di Ginevra - tra gli ospedali di tutta Europa sui progetti mirati ad aumentare la sicurezza del paziente.
L’ospedale di Rimini è l’unico ospedale italiano giunto nella fase finale del premio, insieme ad altri cinque ospedali Europei.
La corretta igiene delle mani assume quindi una importanza strategica nella vita di tutti i giorni e nel periodo invernale raffreddori, bronchiti, influenze la fanno da padrone per cui attenetevi ai nostri consigli e metteteli in pratica.
Non ci resta che farvi i nostri AUGURI.


Sintomi
L’influenza di solito inizia bruscamente, con una febbre tra i 38 ed i 42 C° e gli adulti in genere manifestano febbre più bassa dei bambini. Altri sintomi comuni includono viso arrossato, dolori muscolari, brividi, mal di testa, nausea, e mancanza di energia. Alcune persone hanno vertigini o vomito. La febbre di solito dura per un giorno o due, ma non è raro rilevare anche 5-6 giorni di alterazione della temperatura corporea.
La terapia consigliata anche dalla nostre nonne era: dormire il più possibile