MONTE PASCHI SIENA

MONTE DEI PASCHI DI SIENA: LEGA CONSUMATORI A
TUTELA DEI RISPARMIATORI DANNEGGIATI

Lega Consumatori sta seguendo con crescente attenzione e preoccupazione le notizie che giungono dalle Procure che stanno indagando sulla vicenda.
In attesa che i magistrati completino il loro lavoro e che si definisca meglio la linea più opportuna da adottare a tutela dei risparmiatori, invitiamo quanti abbiano acquistato prodotti finanziari MPS a segnalarlo compilando il modulo e a trasmettendolo via e mail a milano@legaconsumatori.it o a consegnarlo a una delle nostre sedi territoriali che potrete trovare consultando il nostro sito.

I consulenti legali della Lega Consumatori sono a disposizione degli utenti per fornire chiarimenti e assistenza.

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Monte Paschi Siena

NEL FRATTEMPO L’AZIENDA RISPONDE CHE:

D: Ma la Banca è solida? Ci sono pericoli di insolvenza? 
R: La Banca è solida. Sull’argomento ci sono numerosi interventi da parte del Presidente Profumo e dell’AD Viola rilasciati anche pubblicamente sui media (giornali e tv). La solidità patrimoniale della Banca, inoltre, è stata recentemente confermata da autorevoli esponenti istituzionali.
MPS ribadisce che la necessaria richiesta del supporto pubblico ai fini dell’EBA capital exercise si riconduce prevalentemente alla crisi del debito sovrano che ha ridotto il valore del portafoglio titoli di stato Italiani detenuti dalla Banca, da cui discende la richiesta dei Monti Bond, e solo in misura minore anche all’attività connesse alle operazioni Alexandria, Santorini e Nota Italia di cui tutti parlano. Si sottolinea anche che il miglioramento dello spread BTP-BUND riduce il deficit di capitale per il quale il supporto è richiesto.
Inoltre tale richiesta di supporto pubblico garantisce in modo inequivocabile l’adeguato presidio patrimoniale della Banca e quindi usare termini impropri quali “crac” o “fallimento”, evidentemente privi di ogni fondamento, con riferimento a MPS, danneggia i clienti, i dipendenti, gli azionisti e tutti gli stakeholder della Banca stessa.

D: E’  vero quello che si sente alla TV?
R: In questa vicenda è necessario tenere distinti due piani: quello giudiziario e quello gestionale della Banca. Da un punto di vista giudiziario, la magistratura sta indagando con proprie modalità e tempistiche per accertare le eventuali responsabilità. Si ricorda che eventuali responsabilità di natura penale sono personali e riconducibili al passato. La Banca è invece da considerarsi parte lesa.
Da un punto di vista interno gestionale, si ricorda che è stata la Banca stessa ad effettuare autonomamente le proprie indagini già nel 2012 e, sulla base di questi esiti, ha richiesto un ulteriore correttivo all’importo complessivo dell’intervento di Stato (Monti Bond). Si ribadisce in tal senso la solidità del nostro Istituto.

D: I manager indagati e che sentiamo spesso citati in TV, sono ancora presenti in Banca?
R: No. I manager indagati dalla Procura o citati in questi giorni sugli organi di stampa non fanno più parte degli organici delle aziende del Gruppo. A questo proposito il nuovo management  del Gruppo MPS ha voluto rimarcare un profondo segno di discontinuità con la gestione passata.

D: È vero che l’IMU è servita a pagare i Monti Bond?
R: Non è vero assolutamente, l’IMU è una imposta che lo stato italiano ha incassato e che va a coprire spese e debito pubblico. L’esborso aggiuntivo per lo Stato sarà di 2 miliardi di euro e non di 3,9 miliardi di euro, visto che 1,9 miliardi di euro serviranno per sostituire i vecchi Tremonti Bond già sottoscritti a fine 2009. I ‘Monti Bond’ non sono un prestito a fondo perduto ma un finanziamento ad un costo molto elevato: si parte da un interesse del 9% e si arriva, con incrementi dello 0,5% ogni due anni, ad un tasso del 15%. Non c’è, quindi, alcun peso che ricade sulle spalle dei contribuenti e non si tratta di soldi che servono ad un salvataggio, a differenza di quello che è successo in tutto il resto d’Europa.

D: Cosa sono i “Monti Bond”? Perché vengono emessi?
R:  La raccomandazione EBA (European Banking Authority) dell’8 dicembre 2011 chiedeva di assicurare che i principali istituti di credito europei aumentassero la propria dotazione patrimoniale attraverso la costituzione di un buffer di capitale, eccezionale e temporaneo, tale da portare, entro il 30 giugno 2012, il coefficiente Core Tier 1 al 9%.
Il Governo ha deciso di intervenire, sottoscrivendo nuovi strumenti finanziari di patrimonializzazione per 3,9 miliardi, i “Monti Bond”, convertibili in azioni ordinarie di MPS, computabili nel patrimonio di vigilanza Core Tier 1, vista l’impossibilità di ricorrere a soluzioni private di rafforzamento patrimoniale da parte di MPS a causa delle condizioni di mercato altamente volatili. Pertanto, l’emissione dei Monti Bond è connessa alla necessità di procedere, soprattutto a seguito dell’andamento sfavorevole del portafoglio dei titoli di stato di proprietà, al rafforzamento del patrimonio per rispondere ad una prescrizione normativa.

D: La situazione attuale ha ripercussione sui programmi di piano industriale?
R:  Quello presentato a giugno 2012 è un piano industriale articolato su un arco temporale di tre anni e non è pensabile che possa essere messo in discussione dalle turbolenze di questi giorni. Infatti nel PI tra le altre cose è previsto sia il ricorso che il rimborso dei monti bond in 5 anni e l’obiettivo è quello di rispettare i tempi indicati. Sempre nel medesimo PI sono state definite le manovre sugli organici e gli interventi sul costo del personale alcune delle quali sono già in corso di attuazione (es. fondo di solidarietà), come anche la valorizzazione delle persone, delle loro competenze e dell’impegno al percorso di rilancio aziendale.

D: MPS sta chiudendo le filiali perché la Banca è in difficoltà?
R: La banca sta chiudendo le filiali sulla base di quanto previsto e comunicato nel Piano Industriale presentato e illustrato l’estate scorsa. Non c’è alcuna connessione con gli esiti delle vicende giudiziarie in corso.

 

D: Conti correnti e conti deposito: quali garanzie e quali rischi?
R: Le somme depositate sul conto corrente sono garantite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sino ad un massimo di € 100.000 per depositante anche nel caso estremo, e – precisiamo - non è il caso di Banca Monte dei Paschi di Siena, di dissesto. Questo ai sensi di un apposito decreto legislativo (24 marzo 2011 n.49), emesso in conformità di una Direttiva UE, e valido quindi per l’intero sistema bancario. I conti di deposito, quali il Conto Italiano di Deposito, sono assimilati ai conti correnti, e pertanto beneficiano delle medesime tutele. Si ricorda che il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi tutela oltre ai conti correnti e ai conti di deposito anche i libretti di risparmio nominativi, ma non i libretti al portatore.

D: OICR, Gestioni patrimoniali, prodotti assicurativi: quali garanzie e quali rischi?
R: OICR: il denaro con il quale il cliente sottoscrive quote di fondi comuni viene depositato presso un istituto di credito che si occupa esclusivamente di custodire e movimentare il patrimonio del fondo (“Banca Depositaria”). Pertanto, il cliente è tutelato e il suo unico rischio risiede nell’andamento delle quote del fondo (parametrato al mercato di riferimento ed in nessun modo collegato all’andamento dell’intermediario che ha collocato il prodotto).
Gestioni Patrimoniali: come peraltro indicato anche dal TUF, il Patrimonio conferito in gestione è di piena ed esclusiva proprietà del Cliente e costituisce un Patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello della Banca e da quello degli altri Clienti. Su detto Patrimonio non sono ammesse azioni dei creditori della Banca o nell'interesse degli stessi. Pertanto, nel caso in cui il patrimonio conferito in gestione viene investito in quote di OICR, vale quanto sopra indicato per gli OICR. Analogo discorso per gli investimenti diretti in titoli, sia azionari che obbligazionari, ove il solo rischio del cliente è legato allo strumento nel quale il gestore investe il patrimonio.
Prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario: le polizze assicurative sono emesse da una Compagnia assicurativa e la Banca agisce solo in qualità di distributore. Pertanto, è la Compagnia stessa che è garante della continuità degli investimenti.

D: Quali possibilità ci sono che i c/c dei clienti vengano bloccati?
R: Non c’è alcun pericolo che le disponibilità dei c/c dei clienti siano bloccate. Questa eventualità si materializzerebbe se e solo se fosse dichiarata l’insolvenza della banca.

D: Alcuni clienti hanno sentito dire che la Banca non sarebbe più disposta a riacquistare le proprie obbligazioni? E’ vero?
R: Non è vero. Le aziende del Gruppo garantiscono regolarmente, sulla base delle previsioni dei Prospetti, lo smobilizzo delle proprie emissioni obbligazionarie.