LA STORIA DELLA LEGA CONSUMATORI RIMINI


Le origini

In 30 anni di attività l'associazione è rimasta sempre fedele ai suoi principi ispiratori che sono poi i cinque punti enunciati da John Kennedy negli anni Sessanta: difesa della salute e della sicurezza, difesa degli interessi economici, difesa legale, difesa sul terreno dell'informazione ed educazione e infine difesa della rappresentanza dei consumatori e degli utenti.

La Lega Consumatori nasce nel 1971 promossa dalle Acli milanesi. Era il tempo in cui le associazioni dei lavoratori erano alla guida di un grande movimento della società civile per la riforma della società e della politica.
Alle spalle c'erano gli anni '60 della grande immigrazione, dell'esodo massiccio dalle campagne, dell'ingresso della donna nelle fabbriche e negli uffici, di uno sviluppo economico straordinario, di un accesso senza precedenti delle famiglie popolari ai consumi.
La gente veniva da un quindicennio nel quale, con sorpresa, si era trovata nella possibilità di rivoluzionare il suo alloggio (pavimenti lucidi, arredi funzionali e soprattutto la radio, il televisore, il frigorifero, il telefono) e il modo di gestire il proprio tempo libero (ferie certe, mezzi di trasporto veloci: lo scooter, l'utilitaria,…).
Si era trattato però di uno sviluppo in primo luogo quantitativo, indotto più che scelto.

La gente più attenta coglieva il rischio di scambiare per bene "essere" ciò che invece era un bene "avere" povero di senso. Una minoranza di persone - tuttavia significativa - non negava che l'accesso ai consumi di massa aveva rappresentato un oggettivo progresso, tuttavia ne coglieva i limiti, avvertiva il bisogno di un "supplemento s'anima".
Ci si rende così conto - siamo agli inizi del anni '70 - che il potere d'acquisto si riduce portando con sé la necessità di diminuire la corsa ai consumi. Ma questo è solo la conseguenza di una cultura rivelatasi sbagliata: quella dello sviluppo lineare che aveva previsto l'entrata dell'umanità in una nuova era, dello sviluppo continuo, senza cadute, pacifico e civile, dell'abbondanza, tendenzialmente per tutti.

La scienza che avrebbe dovuto costituire l'asse portante di questo nuovo sviluppo, presentava limiti e rischi insospettati. Si era chiamati a prendere coscienza che il saccheggio scriteriato delle risorse naturali, la produzione finalizzata unicamente al profitto, la cultura del consumismo - l'usa e getta - avevano determinato un sistema produttivo e dei consumi che producevano inquinamento, che accentuavano le disparità, il distacco tra Nord e Sud in Italia e tra Paesi industrializzati e Paesi del terzo e quarto mondo, tra aree dell'abbondanza ed aree della scarsità.
Nel 1971 il movimento della società civile si batteva per la riforma della casa, della scuola, della sanità, dei trasporti e per la riforma della politica. Nasceva una nuova cultura: della qualità della vita e dello sviluppo; l'ambiente veniva colto per la prima volta sul piano sociale come bene da rispettare, da salvare, da amare…

Dalla capacità di declinare correttamente questa cultura dipendeva la possibilità per le generazioni future di crescere in un ambiente vivibile. Queste idee nascevano e si diffondevano nelle Acli; ad alimentarle c'era una motivazione religiosa profonda e viva tratta dal Concilio Ecumenico Vaticano Secondo che aveva chiamato i laici ad un impegno sociale e civile fondato sulla libertà e responsabilità.
I giovani soprattutto si riunirono più volte presso le Acli milanesi, anche in assemblee molto numerose, per decidere cosa fare. E' in questa stagione e in questo clima che si decise di dare vita a due organizzazioni fra loro collegate: la Lega Consumatori e il Movimento Casa e Territorio.
La prima come strumento di difesa del potere di acquisto delle famiglie popolari e di iniziativa per il consumo responsabile, per la difesa dell'ambiente, per la solidarietà tra la gente e tra i popoli. Il secondo per l'autoorganizzazione degli inquilini, per il diritto e la sicurezza della casa, per un uso corretto del territorio.

La Lega Consumatori 30 anni fa è stata una proposta di militanti, una figura espressiva dell'impegno sociale di quegli anni. Quella stagione di lì a pochi anni ha perso la sua presa. La Lega Consumatori ha invece resistito proprio perché un nucleo di militanti ha continuato a crederci: 30 anni di pause di isolamento e incomprensione causate dal fatto che la proposta e lo stesso metodo dell'associazione erano in forte anticipo sui tempi.

[ tratto dagli scritti di Pietro Praderi - Presidente Nazionale Lega Consumatori ]


Oggi

Le Acli di Rimini hanno dato vita alla sezione riminese della Lega Consumatori nel 2003.

L'eseprienza nasce in rete con le altre città Romagnole: Cesena, Forlì, Ravenna e Imola che hanno sviluppato tale attività all'interno del sistema Acli già da svariati anni.

Il servizio è operativo tutti i giorni presso la sede provinciale delle Acli in via Cir.ne Occidentale n. 58 tel. 0541-784193 fax 0541-780534